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Maltempo. Critica la situazione nel Maceratese

Resta critica la situazione all’indomani della nuova ondata di maltempo che si è abbattuta sul Maceratese. La Provincia è ininterrottamente al lavoro con uomini e mezzi dispiegati lungo tutta la rete stradale e sui corsi d’acqua.
“Il sole - avverte il presidente Pettinari - non rimargina le ferite profonde, ma che potevano essere ben più gravi”.
Pettinari si riferisce alla rete degli invasi del bacino del Chienti ed esprime soddisfazione per come è stata governata, col rilascio dell’acqua programmato e costantemente controllato e coordinato dal Centro funzionale regionale, in sintonia con il Comitato di Protezione civile integrato dall’ing. Moscone dell’Enel.
“Il gioco di squadra - dice - ha funzionato e ci ha permesso di evitare danni maggiori”.
STRADE. Restano al momento chiuse le Provinciali 163 “Ponte Cannaro- Seppio”, nel comune di Pioraco; 62 “Salti” a Sant’Angelo in Pontano; 45 “Faleriense Ginesina”, interrotta dal km 13+800 al km 14+500 nel tratto della panoramica di San Ginesio; 502 di Cingoli, in località Colleluce di San Severino Marche; 59 “Lambertuccia”, dal km 1+700 nel comune di San Ginesio; 22 “Casteraimondo-Camerino”, da Collina fino a Crispiero; 28 “Corridonia-Colbuccaro”, all’altezza del guado sul torrente Fiastra pesantemente danneggiato.
Parzialmente chiuse sono, invece, le S.P. 112 “San Liberato” al km 3; 119 “Sarnano-Gualdo” al km 2+500 e 55 “Gualdo-Santa Croce” al km 3+500.
Già riaperte al transito le S.P. 256 “Muccese”; 113 “Sant’Angelo in Pontano-Monte San Martino”, interrotta a seguito di una frana nel centro urbano di Penna San Giovanni; 120 “Sarnano-Sassotetto”; 502 di Cingoli a Morichella di San Ginesio e appena passato l’abitato di Caldarola in direzione Sarnano; 91 “Pian di Pieca-Fiastra, in località Monastero; 67 “Macina-Monte San Giusto” all’altezza del Crazy Bar; 140 “Cervara”, in località Colognola; 132 “Varanese” e 70 “Marina”.
FIUMI. Le criticità sono tenute sotto monitoraggio dal Genio Civile, sia sul fiume Chienti sia sul Potenza.
In particolare il Chienti ha esondato a Macerata prima del ponte di Sforzacosta su entrambe le sponde ma, grazie ad una accorta regolazione delle dighe di monte e anche alla presenza sul posto di mezzi e uomini che già stavano effettuando i lavori di ripristino dei danni provocati dalla precedente alluvione, si è evitato che l’acqua raggiungesse nuovamente le case e la strada provinciale. A valle, invece, il Chienti ha invaso i laghetti che lo costeggiano ed è esondato in destra alla foce, verso Porto Sant’Elpidio. Il Potenza ha inondato la zona di Sant’Egidio, San Firmano e Chiarino, nei territori di Montecassiano, Montelupone e Recanati, ed in misura minore altre zone agricole in diversi comuni.
Si stanno tuttora valutando gli ingentissimi danni alle arginature, ma una stima realistica delle somme necessarie per la messa in sicurezza potrà essere effettuata soltanto nel momento in cui si abbasseranno i livelli dell’acqua.

  • Data di pubblicazione: 03/12/2013 ore 19:17
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