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Istituto Pannaggi. Pettinari replica a Ghio

L’attacco scomposto dell’avvocato Ghio nei confronti della Provincia e del suo presidente sulla questione della sede degli uffici per il Giudice di Pace è imbastito su fatti non veritieri, oltre che rivolto all’indirizzo sbagliato.
Tanto che viene da chiedersi se l’attuale presidente dell’Ordine degli avvocati sia male informato oppure abbia scritto la sua lettera agli avvocati maceratesi e agli organi di stampa con finalità diverse da quelle di informare la categoria e l’opinione pubblica sulla reale posizione dell’Amministrazione provinciale. Posizione che non è mai cambiata nel tempo e che è stata più volte ribadita anche per iscritto, da ultimo il 17 giugno con una lettera al sindaco; posizione peraltro non frutto di opinione personale ma scaturita dalla programmazione scolastica dei Consigli provinciale e regionale.
Premesso che il problema degli spazi per i servizi giudiziari è di esclusiva competenza del Comune di Macerata, la Provincia non ha mai negato la propria collaborazione e non si è mai sottratta al confronto e al dialogo nei confronti della problematica della giustizia che è sicuramente di interesse generale.
Ad iniziare, quando ero vicepresidente della Provincia, con il predecessore di Ghio, l’avv. Piero Paciaroni, con il quale fino al termine del suo mandato i contatti sui problemi dei servizi giudiziari sono stati frequenti e improntati alla massima collaborazione e comprensione reciproca.
Già allora la Provincia, mio tramite, fece presente che la soluzione dei locali del Pannaggi si sarebbe potuta attuare in tempi non ravvicinati “qualora fossero maturate le condizioni necessarie ad una riorganizzazione delle scuole della provincia”, per mezzo dei necessari investimenti bloccati dal Patto di stabilità. Successivamente, quando già ero presidente della Provincia, le necessità degli spazi per gli uffici giudiziari si sono fatte più stringenti e l’Amministrazione provinciale ha dato la massima disponibilità concedendo una parte dell’edificio del Pannaggi (600 mq.), garantendo comunque la regolare attività scolastica. Su tale concessione intervenne lo stesso presidente del Tribunale, Alessandro Iacoboni, con un comunicato stampa del 22 luglio 2013. Si dava conto che si trattava di una soluzione temporanea e il presidente del Tribunale confidava che tale soluzione non avesse impedito la piena funzionalità dei servizi scolastici dell’Istituto.
Tali spazi sono già nella disponibilità del Tribunale e la Provincia non può ora “sfrattare” la scuola come vorrebbe l’avv. Ghio.
Nella lettera inviata lo scorso 17 giugno al sindaco Carancini e che mi auguro sia stata letta nella riunione del 19, a cui non ho potuto partecipare vista l’intempestività della comunicazione della riunione peraltro unilateralmente convocata dal sindaco, avevo scritto: “La Provincia, acconsentendo lo scorso anno alla momentanea allocazione presso il Pannaggi di alcuni servizi del Tribunale, ha assunto un provvedimento di carattere temporaneo ed eccezionale giustificato solo dalla non necessità degli spazi – sottratti alla scuola – nel breve e medio periodo e dalla volontà di collaborare con codesto Comune nel fronteggiare l’emergenza dell’edilizia giudiziaria di sua esclusiva competenza”. Inoltre aggiungevo: “ribadita l’eccezionalità e la transitorietà degli spazi accordati, non si ravvedono ulteriori ragioni che possano giustificare la sottrazione di altre superfici all’uso didattico del Pannaggi”, per altro vincolato all’uso scolastico.
Va aggiunto, infine, come già fatto presente per iscritto al Comune, che la Provincia non intende penalizzare l’Istituto Pannaggi, ma al contrario vuole valorizzarne la sede e l’attività, tenuto anche conto della presenza di molti alunni diversamente abili (più del 20%) e della loro esigenza di spazi adeguati ed attrezzati. A leggere la nota dell’avv. Ghio, invece, sembrerebbe che la scuola sia un servizio non primario, da non dover tutelare adeguatamente, quanto piuttosto da “sballottare” di qua e di là per la città, come un pacco postale.
Per fare politica – perché tale appare chiaramente il fine, oltre che il tono della sua nota – l’avv. Ghio ha proprio sbagliato argomento, oltre che usato parole non veritiere su alcuni fatti storici, come quando afferma che mi sarei ricordato dell’avvocatura solo in occasione della competizione elettorale, intervenendo presso il vice presidente del CSM, Vietti per l’arrivo di nuovi magistrati a Macerata.
È vero che andai al CSM per tale scopo, ma lo feci insieme all’avv. Paciaroni, allora presidente dell’Ordine di Macerata e su sua esplicita richiesta, nei primi giorni di luglio del 2011, quando ero già stato eletto da più di un mese.
Del resto, nell’esercizio della mia funzione, ho sempre evitato di agire per meri interessi politici o elettorali, cercando di risolvere i problemi con i metodi della corretta amministrazione e non con gli aspri toni dello scontro politico che l’avv. Ghio sembra prediligere.

Antonio Pettinari

  • Data di pubblicazione: 25/06/2014 ore 15:12
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